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Imparare l’AI progettandola

Studenti e studentesse di RiA a DIDAMATICA 2026

Che cosa cambia quando studenti e studentesse progettano un tutor di intelligenza artificiale per aiutare altri a imparare? Devono ripensare il percorso che hanno appena affrontato: riconoscere le difficoltà, rendere esplicite le strategie, decidere quali suggerimenti offrire e quando lasciare spazio al ragionamento. È da questo cambio di ruolo che nasce l’esperienza che presenteremo a DIDAMATICA 2026, a Padova il 7 e l’8 ottobre, con il contributo Learning by designing an AI tutor. Il convegno sarà dedicato al tema «AI Literacy ed Etica: la sfida del mondo dell’Istruzione per un nuovo Umanesimo». Programma e informazioni.

L’attività si inserisce in RiA – Research in Action, il progetto del Liceo scientifico G.B. Grassi di Latina che avvicina la scuola alla ricerca attraverso problemi di matematica applicata. Nei laboratori, piccoli gruppi lavorano su dati reali, costruiscono modelli e utilizzano strumenti scientifici. Le esperienze diventano poi fascicoli a disposizione delle classi successive: un patrimonio di conoscenze costruito da studenti per altri studenti.

Nell’anno scolastico 2025-2026, 25 studenti e studentesse hanno progettato dieci tutor digitali per accompagnare chi affronterà quei laboratori. Prima hanno svolto le attività in prima persona; poi hanno trasformato le difficoltà incontrate e le strategie sperimentate in istruzioni per l’AI. I progetti attraversano ambiti diversi, dall’astronomia all’ingegneria navale, dalla cancellazione del rumore alla teoria dei grafi e alla crittografia.

Il risultato più significativo riguarda la costruzione della loro AI Literacy: la capacità di comprendere, usare, valutare e progettare consapevolmente sistemi di intelligenza artificiale. Dopo aver imparato a dialogare con tutor predisposti dal docente e seguito un corso di prompt design, ragazze e ragazzi hanno dovuto prendere decisioni sul comportamento di un sistema destinato ad altre persone. Quali conoscenze iniziali verificare? Quali fonti utilizzare? Come reagire a un errore? Quanto aiuto offrire senza togliere all’utente la possibilità di ragionare?

Le istruzioni elaborate mostrano risposte concrete a queste domande. I gruppi hanno previsto domande di controllo, suggerimenti progressivi, esempi alternativi e spiegazioni adattate alle conoscenze dell’interlocutore. Nel tutor di astronomia, il lavoro sui dati diventa un percorso che conduce dall’osservazione alla scelta e alla verifica del modello. Echo, dedicato alla cancellazione del rumore, invita a interpretare gli errori del codice e a comprenderne il funzionamento. Luma propone livelli diversi di spiegazione in relazione alla preparazione di chi lo usa.

Progettare questi comportamenti ha richiesto di guardare il laboratorio dal punto di vista di un’altra persona. La propria soluzione è diventata materiale da riorganizzare in un accompagnamento didattico: riconoscere un ostacolo, scegliere un indizio utile, favorire l’autocorrezione. In questo passaggio, conoscenza disciplinare e riflessione sul proprio apprendimento si intrecciano con la responsabilità nell’uso dell’AI.

Anche le criticità emerse indicano su che cosa continuare a lavorare: istruzioni contraddittorie, fonti da selezionare meglio, personalizzazioni ancora generiche, confini poco chiari tra suggerimento e soluzione. Comprendere questi problemi è parte della costruzione dell’AI Literacy, perché porta a distinguere il comportamento richiesto al modello da quello che il modello effettivamente realizza.

L’analisi riguarda i progetti prodotti: l’efficacia dei tutor sull’apprendimento deve ancora essere verificata. Nel quinto anno, il percorso proseguirà con test e revisioni, confrontando le intenzioni dei progettisti con le risposte dei sistemi.

A Padova porteremo dunque un’esperienza in cui studenti e studentesse diventano autori di strumenti per l’apprendimento altrui. Il filo che unisce le fasi del percorso è usare, progettare, verificare: costruire competenze sull’intelligenza artificiale assumendosi, passo dopo passo, la responsabilità delle proprie scelte.

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