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Il concorso Fotonica in gioco

Lampo di genio alla Notte europea della ricerca

Si è da poco concluso il concorso Fotonica in gioco, creare un gioco per raccontare la luce bandito dal CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche) e dall’Istituto di Fotonica e Nanotecnologie. Concorso che richiedeva la progettazione e realizzazione di un gioco da tavolo originale sulla luce e sulla fotonica. Il 2015, infatti, era l’anno scelto dall’UNESCO per celebrare il centenario della pubblicazione della celebre Teoria della relatività generale (cfr.  Albert Einstein, Die Feldgleichungen der Gravitation, in Sitzungsberichte der Preussischen Akademie der Wissenschaften zu Berlin, 25 novembre 1915). La conclusione del concorso e la valutazione dei giochi da tavolo presentati (28 giochi originali provenienti da tutta Italia) è slittata fino alla primavera di quest’anno.

Il regolamento

La copertina della scatola prototipo
La copertina della scatola prototipo

La classe 3°E ha partecipato realizzando Lampo di genio, un’esplorazione alla scoperta della luce. Un gioco da tavolo interamente progettato dalla classe e realizzato con l’aiuto di alcuni alunni e della professoressa Miriam Califano del liceo artistico di Latina. Il gioco, purtroppo, non è stato scelto tra la terna di progetti che saranno premiati ma ha avuto una menzione speciale di cui siamo molto orgogliosi. Infatti è stato nominato per … l’elevato livello complessivo del gioco … e si è comunque qualificato tra i primi dieci giochi.

In Lampo di genio i giocatori vestono i panni di uno scienziato che esplora il panorama ancora sconosciuto della fisica cercando, di scoperta in scoperta, di raggiungere il risultato finale: una teoria della luce!

Mi piace ricordare come abbiamo scelto, già nello scorso anno scolastico, il cuore del meccanismo di gioco: immaginare la scienza come un territorio sconosciuto da esplorare. Quando ci conoscemmo, io e la classe, allora la 2°E, proposi nella prima ora insieme un piccolo spezzone del film Il senso di Smilla per la neve in cui la protagonista, Smilla, raccontava di come fosse faticoso per lei, cresciuta negli spazi immensi e aperti della Groenlandia, vivere in una città. Del senso di claustrofobia che le davano gli spazi chiusi delle abitazioni e dei luoghi di lavoro. Con le sue parole: … l’unica cosa che mi da veramente felicità è la matematica, la neve, il ghiaccio e i numeri … la matematica è un paesaggio aperto, infinito. Tu vai verso l’orizzonte che continua ad allontanarsi … come la Groenlandia (Peter Høeg, Frøken Smillas fornemmelse for sne, 1992).

Questo senso di immensità, di infinito, è quello che abbiamo voluto riprodurre nel gioco e quello che vorremmo provasse, nel suo e nel nostro piccolo, ogni giocatore che in questi ultimi mesi si è cimentato in una partita di Lampo di genio!

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